I negozi Gifi, specializzati in decorazione e articoli per la casa, hanno progressivamente smesso di aprire la domenica nella maggior parte delle loro sedi francesi. Questa chiusura non è frutto di una scelta commerciale isolata, ma di un quadro giuridico preciso: il riposo domenicale è il principio, e l’apertura la domenica rimane l’eccezione soggetta ad autorizzazione prefettizia.
Contratto collettivo del commercio al dettaglio non alimentare e riposo domenicale
Gifi rientra nel contratto collettivo del commercio al dettaglio non alimentare. In questo contesto, il riposo settimanale deve essere preferibilmente concesso la domenica. Il lavoro in quel giorno non è obbligatorio per i dipendenti: si basa sul volontariato e richiede un accordo collettivo o usi formalizzati dall’azienda.
Questo punto è spesso poco conosciuto. Anche quando un negozio ottiene una deroga amministrativa per aprire la domenica, deve anche avere un quadro convenzionale interno che preveda le contropartite: maggiorazioni salariali, riposo compensativo, organizzazione a turni. Senza questo accordo, l’insegna si espone a sanzioni.
Il modello d’impresa su Le Bilan dettaglia le restrizioni specifiche a cui Gifi deve far fronte per organizzare il lavoro domenicale delle sue squadre. L’articolazione tra diritto del lavoro e autorizzazione amministrativa costituisce un doppio vincolo che molte insegne del settore non alimentare faticano a superare.

Deroga prefettizia al lavoro della domenica: i criteri di rifiuto
L’apertura di un commercio la domenica nel settore non alimentare passa attraverso una richiesta di deroga presso la prefettura. Il prefetto concede o rifiuta questa deroga dopo aver esaminato diversi criteri. Il caso del negozio Gifi di Tarbes illustra bene questo meccanismo.
Nel maggio 2022, la società Mont Blanc Services Thonon, gestore del Gifi di Tarbes, ha presentato una richiesta di deroga al riposo domenicale. La prefettura delle Alte Pirenei ha rifiutato questa richiesta con un decreto nel novembre 2022. Un ricorso è stato presentato, poi respinto nel marzo 2023.
Motivi di rifiuto invocati dalle prefetture
Le prefetture valutano la richiesta in base all’impatto sulla concorrenza locale, alle condizioni salariali proposte ai dipendenti e alla realtà del volontariato. Un rifiuto si verifica in particolare quando l’apertura domenicale creerebbe una distorsione della concorrenza con i negozi vicini che rispettano la chiusura.
Dal 2023-2024, le prefetture hanno rafforzato il controllo di queste deroghe. Le esigenze diventano più severe, e le insegne che a volte aprivano senza autorizzazione formale si trovano costrette a chiudere.
- La richiesta deve dimostrare che l’apertura non danneggia i negozi concorrenti dello stesso settore geografico
- Il volontariato dei dipendenti deve essere reale e documentato, non solo dichiarativo
- Le contropartite salariali (maggiorazioni, riposo compensativo) devono essere conformi al contratto collettivo applicabile
- Viene verificata l’assenza di frodi nel lavoro parziale o in altri dispositivi sociali
Gifi e aperture domenicali illegali: i precedenti
Numerosi negozi Gifi hanno aperto la domenica senza disporre dell’autorizzazione prefettizia richiesta. Nella Vienne, la CGT ha segnalato nel 2021 che i negozi di Poitiers e Châtellerault aprivano la domenica in violazione. L’ispezione del lavoro, già mobilitata su sospetti di frodi nel lavoro parziale in uno di questi negozi, ha scoperto queste irregolarità in occasione delle sue indagini.
A Tarbes, il negozio ha aperto le sue porte per diversi mesi la domenica prima che la prefettura respingesse formalmente la sua richiesta di deroga. Queste situazioni creano uno schema ricorrente: l’insegna tenta l’apertura, si scontra con un rifiuto amministrativo o sindacale, poi chiude.
Questi episodi hanno probabilmente influito sulla strategia nazionale di Gifi. Moltiplicare i contenziosi locali costa caro in spese legali e in immagine, per un profitto commerciale incerto la domenica nel settore non alimentare.

Settore non alimentare e domenica: perché Gifi è svantaggiato
Il Codice del lavoro distingue chiaramente i commerci alimentari dai commerci non alimentari. I negozi di alimentari beneficiano di una deroga di diritto per aprire la domenica mattina. Le insegne di bricolage, giardinaggio o arredamento dispongono talvolta di deroghe settoriali.
Gifi, classificato nel commercio al dettaglio non alimentare, non beneficia di nessuna di queste deroghe automatiche. L’insegna vende articoli di decorazione, stoviglie, piccoli elettrodomestici, prodotti per il tempo libero. Nessuna di queste categorie figura tra le eccezioni legali al riposo domenicale.
Aree turistiche e aree commerciali: un leva limitata
Esistono eccezioni geografiche. I commerci situati in aree turistiche internazionali, aree turistiche o aree commerciali designate da decreto possono aprire la domenica. Alcuni negozi Gifi situati in questi perimetri rimangono aperti.
La maggior parte dei punti vendita Gifi si trova in aree commerciali periurbane classiche, al di fuori di questi perimetri derogatori. Per questi negozi, la chiusura domenicale rimane la regola, senza possibilità di semplice elusione.
- Aree turistiche internazionali: apertura possibile, ma pochi negozi Gifi interessati
- Aree commerciali con decreto prefettizio: alcune eccezioni locali
- Aree periurbane standard: chiusura domenicale obbligatoria salvo deroga individuale
La chiusura dei negozi Gifi la domenica deriva da un accumulo di vincoli: un contratto collettivo che protegge il riposo domenicale dei dipendenti, prefetture che rifiutano le deroghe con una maggiore severità, e un posizionamento nel settore non alimentare che esclude le eccezioni di diritto. I tentativi di apertura senza autorizzazione hanno generato contenziosi senza modificare duramente la situazione.
Per i clienti, la conseguenza è semplice: verificare gli orari sul sito dell’insegna rimane l’unico modo affidabile per sapere se un negozio Gifi specifico apre la domenica nel loro settore.



